Ciao a tutti, come state? 🙂 Io oggi ho dato il primo esame di quella che sarà una lunghissima sessione, non vedo già l’ora che finisca anche se ormai mi sa che il relax non lo vedrò fino alla mia laurea! 😉

Hi everybody, how are you? 🙂 Today I did the first exam of what will be a very long exam session, can’t wait for it to finish though from now on I think I would not be relaxed until graduation! 😉

Quando ho aperto questo blog la mia intenzione era di parlarvi di tutte le mie passioni, una delle quali è la lettura. E’ un po’ che non parlo di libri perchè ultimamente tutto quello che leggo è legato agli esami universitari quindi non sapevo se vi potesse interessare. Però ho pensato lo stesso di parlarvi delle mie ultime letture facendovi una breve “recensione”, o meglio dicendovi di cosa parlano. Cercherò di essere più breve possibile quindi se vi interessa un libro in particolare fatemelo sapere nei commenti. Fatemi sapere anche se vi interessano questo tipo di post in cui vi parlo di libri! 🙂 Iniziamo subito e fatemi sapere se avete letto o sentito parlare di qualcuno di questi libri!

Questo libro è uno di quelli che probabilmente vi interesserà di meno. L’ho dovuto leggere per l’esame di letteratura cinese e parla di questo pensatore cinese, Wang Chong, che fu un “rivoluzionario” e controcorrente perchè nella sua opera cerca di combattere le superstizioni della sua epoca ovvero il primo secolo dC. Per me è stato interessante perchè oltre ad esporre il pensiero di questo filosofo fornisce un bel quadro della società della sua epoca.

“Il laccio scarlatto” è una raccolta di cinque novelle il cui tema principale è l’amore o meglio, l’innamoramento io direi. Sono dei tipi di racconti in cui il fatto reale o semi-storico si intreccia con il sovrannaturale infatti, per esempio, nella prima novella si capisce anche il perchè del titolo del libro che fa riferimento alla leggenda per cui una divinità legherebbe fin dalla nascita le persone destinate a sposarsi. A me piacciono molto questo tipo di storie tra storia e leggenda e trovo che questo sia un libro adatto anche a chi è non fa studi sinologici come me.

“Polvere Rossa” di Ma Jian è un romanzo autobiografico in cui l’autore racconta il suo viaggio intorno alla Cina. Ma Jian ricorda un po’ un esponente della Beat Generation americana: artista, fuori dagli schemi, senza paura di criticare il governo (motivo per cui in Cina non è esattamente ben visto). In generale il libro mi è piaciuto perchè io adoro i libri di viaggi, se piacciono anche a voi ve lo consiglio, e vorrei tanto vedere alcuni dei luoghi in cui è stato lo scrittore però devo dire che ci ho messo molto a leggerlo, probabilmente lo stile di scrittura di Ma Jian non è proprio nelle mie corde.

Gao Xingjian è un Premio Nobel per la letteratura ma questo libro non mi è piaciuto molto. La particolarità che lo distingue, che è anche ciò che non mi è piaciuto del libro, è che la narrazione slitta da quella in prima persona a quella in “tu” (es: hai visto quella ragazza, ci vai a parlare, ecc). E’ un tipo di scrittura a cui proprio non sono abituata ed è stato difficile leggere un intero libro scritto così. Comunque anche qui il tema principale è il viaggio, un viaggio molto diverso da quello di Ma Jian, che porta ad una profonda riflessione interiore. Io non ve lo consiglierei a meno che non siate propria appassionati della Cina. C’è da dire però che lui è comunque un Premio Nobel quindi può valere la pena di avventurarsi nella lettura di questo libro, magari coglierete significati che io non sono stata in grado di cogliere.

“Un mattino oltre il tempo” è stata una lettura rapida e piacevole, lo stile in cui il libro è scritto è molto diverso da quelli di cui vi ho parlato finora, molto più spigliato e semplice sebbene il libro tratti di un periodo molto drammatico per la Cina che sono state le proteste di Piazza Tian An Men (天安门) del 1989. E’ la storia di due giovani universitari che vedono frantumarsi i loro sogni e i loro ideali (o meglio gli ideali che credono di perseguire perchè il libro fa capire chiaramente come non avessero sempre idea di cosa fosse quello per cui stavano combattendo, ovvero democrazia, libertà, ecc) proprio in quel periodo. Il libro mi è piaciuto perchè essendo i protagonisti degli universitari è stato facile rispecchiarmi in loro e con le loro speranze, mi ha fatto inoltre riflettere sulla coscienza politica che realmente avevano coloro che protestarono in quel periodo e sulla mia stessa coscienza politica, analisi che credo che ognuno di noi dovrebbe fare più spesso. Quindi io ve lo consiglio perchè è un libro che fa riflettere senza essere pesante e sicuramente è un libro che aiuta a capire meglio la Cina, cosa che secondo me oggigiorno è fondamentale non solo per chi studia cinese come me ma per tutti, è un “mondo” con cui abbiamo sempre più a che fare ma che in realtà conosciamo ben poco, per lo più per stereotipi e pregiudizi.